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PS: se proprio insisti

17 dicembre 2011 6 17 /12 /dicembre /2011 16:08

Francesco Barone nasce nel 1988 con serie difficoltà uterine, ma dimostrando carattere sin dalla tenerissima età di -5 mesi supera tutti gli ostacoli coadiuvato da una splendida madre e da uno splendido padre. Il clamore fu tanto quando scorsero, per primo, il pugno sinistro chiuso a mezz'aria che chiedeva aiuto. Dopo un lungo periodo di nove mesi costretto al silenzio, Francesco esternò immediatamente le sue opinioni e critiche rispetto ad un contesto placentare amniotico buio e umido: il suo carattere si stava già delineando. Volle, volle e fortissimamente volle cominciare le sue battaglie personali da rappresentante di un sindacato monoformato per chiedere più diritti e latte. Cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia si trovò subito a suo agio scostando il velo e risvegliando la sua anima dal letargo conoscitivo e contemplando finalmente la vera essenza della realtà. Rifiutò da subito gli stereotipi da prima parola e gli appellativi sovrani dei genitori chiamandoli per nome e dimostrando che della famiglia lui era "Primus, inter pares". Sobriamente frequentò il primo grado delle istituzioni scolastiche mostrando fortissimo interesse per la "teoria delle costruzioni" e per i "fondamenti di scatolino chiuso". In quell'età distrutta dallo scandalo "mani pulite" partecipò a scontri fisici che lo tararono moralmente e sul punto di vista dell'azione: passò dalla teoria del "non facere" gandhiano a quella del "first strike". Mosso da motivazioni eccezionalmente familiari avanzò al secondo grado formante dimostrando ampiamente le sue capacità di concentrazione e confusione. Cinque anni di studio matto e disperatissimo lo portarono ad indossare dei pessimi occhiali ed a diventare l'esponente principale del movimento, allora già noto, del quattrocchismo. Copiando rigorosamente un tema sulla libertà, superò i tanti agognati esami con il massimo dei voti. Si scorgono, in questo lustro, esperienze femminili, ma lo portarono a rinchiudersi in se stesso e nella sua camera. I tre anni successivi furono un approfondimento del passato e F. potè dare soddisfazioni familiari in ambito di votazioni che mai più volle replicare: una sfilza di ottimo segnava il suo cammino. Si deve la sua prima esperienza politico/relazionale alla carica di baby sindaco a cui ebbe accesso tramite un confronto serrato contenutistico e morale che portò alla sua vittoria (Ndr. Si narra di una maggioranza bulgara). Mantenne per due anni la carica (voci dicono che ne sia lui, ancora oggi, il detentore) presiedendo lunghissimi consigli. Ma il passaggio da una scuola di paese ad una di comprensorio mutò completamente i principi cardini che lo avevano accompagnato fino a quel momento buttandolo in una crisi mistica che lo affiancò per l'intero biennio liceale. La netta cesura con i volti familiari delle sue coetanee lo fece ricredere sulle priorità della vita: prima di allora guardava le donne per strada o dovunque le vedesse, ma le guardava senza desiderio e con un senso di inutilità. Da subito, i cambiamenti caratteriali impressero una svolta alla sua condotta scolastica modificando il giudizio dei genitori sulle sorti del figlio. Ripreso coercitivamente da dure azione paternali e maternali riportò medie superiori al voto con due palle per tutti e due gli anni. L'inizio di una nuova vita lo vide attore principale di un viaggio di approfondimento lingue in un paese estero. L'irlanda lo colpì duramente modificando ancora una volta le sue principali attitudini ed abitudini. La cultura del luppolo e dell'orzo, dell'interrazialità e dell'internazionalità sarebbero stati per, il successivo triennio, fonte inesauribile di idee anarchiche ed anticonformiste. Rientrato in Italia nulla fu come prima ed i genitori convocarono gli stati familiari per riportare la tranquillità. Dopo sei settimane di stasi F. proclamò l'autonomia e si attribuì il potere di autolegiferare in tutti i campi della sua vita. Cominciò da questo momento una vita activa in cui F. intese recuperare tutta la portata del politico nella dimensione dell'uomo nel tentativo di restituire "una teoria libertaria dell'azione nell'epoca del conformismo sociale". Nel terzo anno del quarto grado di istruzione F. era ormai incontrollabile. Divenuto vulcano di azioni sovvertì l'ordine precostuito facendosi un nome ed un cognome in tutto l'istituto. Bisognerà attendere un anno prima che F. si dia ad incarichi pubblici con l'elezione incontrastata come rappresentante d'istituto. Per due legislature, insieme a colleghi divenuti amici di prim'ordine riportò in alto il nome di una scuola facendola primeggiare nella scena comunale e provinciale. Aggiunse al suo incarico quello di vicepresidente della consulta per avere maggiore controllo sui finanziamenti e con una maggioranza politica restituì alla scuola Orlandina tutto ciò che in passato le era stato negato. Probo e solerte disattese tutte le profezie contrarie e si diplomò a pieni voti pur mantenendo la sua indole spregiudicata e nichilista. Tentando invano di scardinare i poteri medici all'università si iscrisse nella facoltà più rinomata dell'ambiente Messinese e con affascinanti colleghi e colleghe maturò un'esperienza sul campo che gli permise, dopo appena sei mesi, di diventare Consigliere di Facoltà per ben 4 anni. Accostò a se stesso anche il ruolo (pro forma) di Consigliere di una Consulta che non partì mai. Dure le sue battaglie e duri i suoi metodi, non bastarono a modificare il bradipo che popola gli istinti della sua facoltà. Ancora in lotta con l'istituzione più negativa e disfattista, si aspetta con piacere la fine della carriera universitaria ed il suo bilancio.

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Pubblicato da francesco.barone
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