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PS: se proprio insisti

18 gennaio 2014 6 18 /01 /gennaio /2014 16:30

La sinistra è l'avanguardia della politica, ma purtroppo non riesce a scrollarsi di dosso il peso dei propri limiti. L'Italia è un paese di destra e a chiunque contesti questo assunto suggerisco di studiare i dati elettorali prima di commentare a sproposito. Poste le condizioni possiamo fare un'analisi personalissima della situazione attuale. 

I Leaders politici sono fuori dal parlamento e questo ci dice quanto l'attuale classe politica (eletti plurimandatari) abbia fallito miseramente il proprio compito di gestione dello stato e della fiducia pubblica. 

Adesso Renzi è il candidato naturale alla presidenza del consiglio, ma rispetto a qualche tempo fa soffre un punto di penalizzazione poichè si trova alla guida del partito più scalmanato e variegato dell'arco costituzionale. L'unica necessità è andare al voto, ma visto che abbiamo fatto della legge elettorale una battaglia di sopravvivenza bisogna mettere a segno questo colpo. Il governo Letta resiste imperterrito alle tempeste sui casi Alfano o De Girolamo e quindi da tutto il senso di una forza che durerà troppo perchè il nostro segretario non si confonda con l'esercito democratico duale e sistematicamente a favore e contro qualsiasi proposta politica. L'incontro con Berlusconi ha una duplice valenza: da un lato si fa ammirare per la correttezza di procedura per le riforme condivise, dall'altro mina la costituzione del nuovissimo ncd (purtroppo però fatto solo di eletti e non di parecchio consenso) e rischia di portare a casa il risultato della legge elettorale attribuendone il merito alle grandiose gesta di apertura e di confronto del rottamatore. Una volta giunti ad un accordo, qualunque esso sia (spagnolo, tedesco, americano, bulgaro) due sono le vie del "fare". Nuove elezioni immediate o colpi bassi (civil partnership etc..) a sconvolgere la maggioranza ed allungare la durata di questo governo fino alla fine del semestre europeo. 

La chiamata in gioco di Renzi a Berlusconi riabilita la figura dell'ex presidente e quieta la passione conquistatrice di Alfano dividendo ancor più la destra e sottraendo consensi mediani spesso espressi a favore dello pseudoliberismo della concretezza. 

Non è un concetto semplice, ma strategicamente è fine e quasi perfetto. Non condanno l'incontro, ma nemmeno chi crede che questa storia è inconcepibile politicamente. L'unica differenza è che gli artefici hanno un piano, i secondi un ideale, i terzi una scusa per la loro perenne frust(r)azione. Per me vanno bene entrambi e servono per la riuscita del gioco.

Dunque si è ricominciato a fare politica costruendo in parallelo riforme e tatticismi. Non che voglia dare un'accezione negativa, tutt'altro invece: mi fa piacere che la quiete dell'incapacità e delle larghe intese sia cessata.

La migliore mossa per disarmare l'avversario interno al PD è stordirlo e Matteo ci riesce con Mister Milan. Il nostro partito va in tilt con l'incontro di oggi e nel frattempo si riempiono le crepe con vari rimpasti e nomine di buon gusto. 

Ricapitolando. 

Fronte destra: dividi et impera; come? rimettere in piedi Berlusconi per qualche mese consapevole del fatto che è ormai un sacchetto forato alla quale si sta immettendo aria compressa così da delegittimare e svuotare la componente pseudodestrosa complice di questo governo.

Fronte governo: minare gli accordi con proposte palesemente inaccettabili da ambo le parti, ma rafforzare la figura di Letta che sarà glorificata dal risultato della possibilità di espressione libera del voto dei cittadini.

Fronte Partito Democratico: sparigliare, confondere, disarmare e mettere tregua alle infinite quadrature correntizie. 

Fronte Segreterie Regionali: accorciare i tempi e costringere ai colpi di testa irresponsabili e ingiustificabili in modo da tenere a bada tutti i leoni del carro vincente.

Obbiettivo: arrivare al più presto ad occupare Palazzo Chigi e liberarsi del peso eccessivo del bradipo democratico.

Due sono le cose che ancora non si sono scoperte: la posizione del movimento 5stelle e le variabili degli altri partitini.

Secondo me ci saranno delle sorprese, ma se verranno gestite con questa attenzione stento a credere che ci possa essere qualcuno in grado di cambiare verso al futuro.

La parte nostalgica è che non ci siano veri contenuti di sinistra, ma se noi riusciremo ad interpretare i movimenti potremo tranquillamente influenzare le scelte e finalmente raggiungere qualche obbiettivo che rappresenta quell'avanguardia di cui in passato e, forse, anche sopra ci siamo vantati.

 

Ovviamente è una visione personale. 

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Pubblicato da francesco.barone
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